fbpx
Home Campania Un saluto a Pino Cantillo

Un saluto a Pino Cantillo

by Bruno Gravagnuolo
0 comment

Se n’è andato un maestro. A cui dobbiamo tantissimo. Giuseppe Cantillo 83 anni, professore emerito di Filosofia morale a Napoli, assessore alla cultura con la prima giunta De Luca, protagonista filosofico e politico della vita culturale salernitana. Un eminente e tenace filologo hegelista non hegeliano. Piuttosto un hegelo-marxista ma nutrito di esistenzialismo. Di Heideggerismo, della grande tradizione napoletana post-crociana integralmente rinnovata dalla lezione di Cleto Carbonara, Aliotta fino all’indimenticabile Aldo Masullo.

Senza di lui, senza Pino, le ardue scritture hegeliane specie quelle del suo inizio di sistema a Jena sarebbero per noi rimaste un mistero pressoché impenetrabile. Pino era il migliore in assoluto su questo terreno e la sua guida per noi fu una mano sicura quando cominciammo ad inerpicarci lungo i sentieri della filosofia hegeliana, immergendoci nei suoi sentieri aspri e misteriosi. Senza la sua traduzione e la cura delle Lezioni di Jenenser Real Philosophie, corsi anteriori alla celebre Fenomenologia dello Spirito del 1806, non avremmo potuto aprirci un varco in quella grande filosofia mondo, globale e sottile, che ancora ispira tanti nostri pensieri e ancora consente di capire conflitto, dominio, soggettività, economia come regno della lotta servo padrone. Regno animale dello Spirito come azione logica e semiologica. Come linguaggio e potere del linguaggio, centralità del Simbolico nelle trasformazioni storiche. Ma soprattutto Spirito del mondo come mondo globale nell’oceano della storia. Grazie a Pino filosofo “patico” abbiamo potuto calibrare e mettere in sintonia l’aspetto logico e quello vitale e storico della filosofia hegeliana attraverso tanti confronti e dispute attorno alla nostra fatica negli anni ‘80 dedicata alla nostra interpretazione di Hegel. Dialettica come destino (Liguori) 1983. E rinsaldare e rinnovare convincimenti e conclusioni filosofiche che sono ancora alla base delle nostre vedute e strumenti ermeneutici. Ringraziammo al tempo lui per la sua amicizia e la sua pazienza. E da ultimo vogliamo ricordare un ultimo suo regalo a tutti noi. Memorabile. La nuova traduzione della Fenomenologia dello spirito. Dopo la traduzione di Enrico De Negri il più grande capolavoro della filologia e della germanistica italiana in questo dopoguerra.

Ciao Pino e ancora grazie.