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L’imperdibile leggerezza del cerimoniere

by Luigi Gravagnuolo

Quando si sono fatti teatro e musica in gioventù, si è appassionati di storia e di geografia, si ama il proprio lavoro, si è dotati di un’irrefrenabile curiosità intellettuale e finalmente si è anche giornalisti, si può stare certi che, se ci si mette a scrivere, ne viene fuori qualcosa di buono.

Enrico Passaro è stato tutto questo e di più. Attualmente è il Responsabile Nazionale dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze, in pratica è il Cerimoniere della Repubblica Italiana.

Ma che lavoro sarà mai questo del cerimoniere? Se qualcuno pensa che sia una cosa arida, ripetitiva, finanche monotona, legga il suo ‘Non facciamo cerimonie!’ (Editoriale Scientifica, Napoli, 2020), impreziosito dalla prefazione di Massimo Sgrelli, il maggior riferimento dei cultori della materia, maestro e predecessore dell’autore a Palazzo Chigi: quello del cerimoniere è il mestiere più bello del mondo!

Il Cerimoniere di Stato italiano ha sede in Palazzo Chigi e lavora alle strette dipendenze del Capo del Governo pro-tempore, seguendolo in tutte le missioni, in Italia e all’Estero. Enrico Passaro, nella funzione, ha avuto l’onore e il privilegio di prestare la sua opera sotto Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni ed ora con Giuseppe Conte. Ha avuto così modo di visitare i luoghi-simbolo della storia patria e del pianeta.

Nel libro citato enuclea le regole del protocollo di Stato annodandole con un sottile filo di humour. Di ciascuna di esse ricostruisce la genesi storica e non solo. Ce le fa vivere, narrandone l’applicazione concreta negli eventi contemporanei attraverso aneddoti che lo hanno visto protagonista in prima persona, alcuni finanche esilaranti. Strepitoso quello dello Studio Ovale della Casa Bianca. Non ve lo riporto qui per non togliervi il gusto di leggerlo di prima mano.

Il libro diventa pagina dopo pagina il racconto di un coinvolgente viaggio nella storia. Per spiegarmi: l’annuale cerimonia dell’onorificenza alle vittime delle Fosse Ardeatine è l’occasione per l’autore per ricordarne la vicenda storica; così come la deposizione della corona al Milite Ignoto; o l’omaggio ai Padri della Patria. E via narrando per tanti altri monumenti e momenti della storia.

Oltre che nelle cerimonie nazionali, come abbiamo appena accennato, Passaro ha avuto modo di seguire i vari Capi del Governo nelle loro missioni all’estero, nel corso delle quali, confrontandosi giocoforza con i suoi pari grado degli altri Stati, ha potuto approfondire gli usi e costumi dei diversi popoli. Conseguentemente i reportage di queste visite danno l’agio al nostro cerimoniere-scrittore di divagare tra la geopolitica contemporanea e la geografia umana e fisica dei luoghi.

Né manca l’autore di proporre qua e là – discretamente e sommessamente, come si conviene ad un cerimoniere – le sue considerazioni soggettive sui grandi temi dell’attualità, dallo stato di salute dell’Unione Europea all’immigrazione, dalla laicità dello Stato agli integralismi. Riflessioni, le sue, sempre ispirate ai grandi valori della civiltà euro-occidentale, alla democrazia, alla cristiana fratellanza, al dialogo.

Su tutto aleggia una leggiadra ironia, grazie alla quale, ricordando le vicende grandi e piccole della storia e del mondo contemporanei, l’autore parla di se stesso alle prese con i rigori dei riti protocollari, con le incertezze e le debolezze umane dei protagonisti, e con la sua stessa timidezza.

Ma ‘Non facciamo cerimonie!’ non è solo questo. È anche un pregevole testo di formazione e preparazione per chi voglia studiare ed approfondire le tematiche del galateo istituzionale.

Tutte le norme che costituiscono il corpus giuridico di riferimento della disciplina, fino alle più recenti, sono citate puntualmente nell’apparato delle note in calce. Il lettore interessato a tali contenuti, viaggiando insieme col narratore ed appuntandone le lezioni tra le varie tappe del viaggio, potrà ricavarne una preparazione esaustiva sulla materia, ancorché non illustrata per via didascalica tradizionale.

Infine. Il testo era già bello che impacchettato e pronto per andare in stampa, quando è scoppiata la pandemia. Forse stenterete a crederlo, ma tra i primi Italiani ad averne fatto esperienza diretta c’è stato proprio lui, Enrico Passaro, il Nostro autore. Ricoverato e sottoposto all’isolamento allo Spallanzani di Roma, non poteva mancare di ordinare lo stop alle rotative per integrare il testo col racconto dell’ultima traversia del cerimoniere: se stesso alle prese con il Covid-19!

Usi, costumi e cerimoniale al tempo del coronavirus’ è così l’ineludibile appendice di questo testo assolutamente imperdibile.

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