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Gherardo Colombo in podcast racconta Lo stato parallelo

by Piera De Prosperis

 

Stamattina, presso la sede Rai di Milano, è stata presentata in anteprima la serie podcastLo stato parallelo”, realizzata da Frame – Festival della Comunicazione, dal 10 ottobre in onda in dieci puntate.

Per chi come me è poco amante dell’utilizzo di termini inglesi, per capirci, si tratta di programmi audio disponibili su richiesta che si possono scaricare e ascoltare quando si vuole. Fatta questa precisazione tipica di chi è in età avanzata e quindi burbero e insofferente, sottolineiamo che la distribuzione è di Rai Play sound, quindi garanzia di correttezza, e che l’autore è Gherardo Colombo, il magistrato che con il collega Giuliano Turone portò avanti nei primi anni ‘80 un’inchiesta straordinaria e dagli oscuri risvolti, che svelò ad un’incredula opinione pubblica legami tra pezzi di Stato deviati, malavita organizzata, stragismo nero e terrorismo rosso, potenze straniere. Un mondo che non era una terra di mezzo ma una realtà che a pieno titolo viveva nelle istituzioni. 963 nomi, tre ministri in carica, più di 200 militari e appartenenti alle forze dell’ordine, 44 parlamentari e nelle categorie professionali non mancavano magistrati e giornalisti. Momento drammatico per il nostro Paese, le cui conseguenze conservano purtroppo ancora troppi legami con il nostro presente.

La prima puntata, L’avvio delle indagini, si apre con la presentazione in prima persona del magistrato e con l’illustrazione della motivazione della scelta di tale argomento. Il passato per conoscere il futuro o per lo meno per avere gli strumenti per decriptare quanto si svolge sotto i nostri occhi, spesso ignari.

Un’operazione importante non solo per noi che abbiamo letto e conosciuto quegli avvenimenti che già all’epoca sembravano fantapolitica, ma soprattutto per i giovani che spesso sono all’oscuro di vicende che non sono di un lontanissimo passato. L’assurdo è che la loro conoscenza della storia si ferma alla Seconda guerra mondiale. E qui una riflessione sui programmi scolastici e i tempi di realizzazione andrebbe fatta. Ben venga quindi un’iniziativa del genere, per altro attuata da chi fu protagonista e primo attore della vicenda.

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