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Matera 2019. MAT-A.I.R. e Padiglioni Invisibili

by Ferdinando Maria Cioffi
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Nel contesto dei progetti di residenza artistica presentati (Avviso Pubblico Residenze Matera Basilicata 2019; AltoFest; Pulverturm; Passport Program), la Fondazione Matera Basilicata 2019 organizza il 15 e 16 novembre “MAT-A.I.R. 2019. Come & Seed: coltivare nuovi modelli di residenza”. Un momento di approfondimento sui modelli e le modalità di gestione dei progetti di residenze in Basilicata, in Italia e in Europa.

Le giornate materane saranno caratterizzate da discussioni aperte nell’ambito di tre tavoli di lavoro sul ruolo delle residenze, rispettivamente come strumento di rigenerazione territoriale, di engagement e di creazione e produzione artistica. Per ciascun tavolo saranno presentati progetti di residenza sperimentati a livello locale nell’ambito delle Residenze di Matera 2019 (Basilicata Link, Gardentopia, Associazione Terrarossa, MaterAlberga) e a livello nazionale (Piemonte, Abruzzo, Lombardia e Marche).

Dal 15 novembre aprono a Matera i Padiglioni Invisibili: Beyond Heritage Fixing, progetto focalizzato sullo studio dell’architettura scavata e ipogea di Matera, in partnership con ENSA – École Nationale Supérieure d’Art di Bourges, la Global Grand Central di Stoccolma e la Cultura della Relazione e Human Ecosystem Relations di Roma.

Il sistema di cisterne sotterranee risalenti al XV secolo costituiscono il soggetto di un’indagine sulla responsabilità e le possibilità dell’estetica, dell’architettura e della ricerca nel processo di creazione, rigenerazione e rifunzionalizzazione dei luoghi. Un’immersione sensoriale nel “mondo di sotto”. I relativi progetti sono allestiti negli ipogei di Palazzo Viceconte.

Geotrauma Lab, progetto di Angelo Vermeulen e Nils Faber, entrambi membri del collettivo SEADS (Space Ecologies Art and Design), ha l’obiettivo di esplorare il futuro dell’umanità nello spazio dall’interno di un antico ipogeo adatto a testare la progettazione degli spazi abitativi in altri corpi planetari. Vermeulen vivrà in isolamento all’interno della cisterna. Durante il soggiorno ipogeo, le informazioni raccolte attraverso i dialoghi con i visitatori verranno elaborate dall’artista per la produzione di opere che saranno fruibili dopo la performance.

Phreatic Bank, progetto collettivo elaborato dall’ENSA, è una struttura site-specific sviluppata sulla condizione aporetica della geologia dell’area materana. Il che, tradotto, significherebbe che all’aridità visiva del paesaggio materano corrisponde una grande ricchezza di acqua di ben quattro fiumi. Scultura, installazione e database dedicato agli “studi freatici”.

Istituto Popolare Panorama è invece un progetto di Giuseppe Fanizza con la collaborazione di Matteo Balduzzi. Un esperimento di riappropriazione della narrazione del paesaggio materano che riflette sull’esplosione esponenziale delle immagini digitali scattate dai “cittadini temporanei” di Matera. Il progetto è in continuità con Azure Watch, realizzato a Malta nel 2018.

Infine, Tessuti Digitali. Un contributo per una progettualità̀ non invasiva ma pervasiva di Lucio Fumagalli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale, e di Gabriella Gilli, docente di Psicologia Generale a Milano. Un’occasione per osservare le evoluzioni emozionali manifestatesi tra centinaia di migliaia di conversazioni digitali da e verso Matera. Sistemi spesso celati nel sottosuolo, che rimangono sostanzialmente sconosciuti. Sarà possibile conoscere i giacimenti digitali della città e le sue insospettabili connessioni regionali e internazionali al fine di alimentare ricerche specifiche nel prossimo futuro.