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Notizie dai porti italiani 3

by Redazione

Non più tardi dello scorso dicembre si tenne a Bari il convegno di Assoporti, l’associazione di rappresentanza delle Autorità di Sistema Portuale italiane, sul futuro della portualità meridionale. Fra gli interventi, quelli dei presidenti delle AdSP del Mare Tirreno Centrale, dell’Adriatico Meridionale, del Mar Ionio e della Sardegna. Non a caso mancava la Sicilia.

Un paio di settimane fa Pasqualino Monti, presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia Orientale, dimessosi da tempo dall’associazione, ha dichiarato: “L’aver inserito la riforma portuale all’interno della riforma della pubblica amministrazione, non solo ha dimostrato e sta dimostrando tutta la sua inefficacia, ma ha anche messo a nudo drammaticamente l’inutilità di un soggetto associativo, quale è Assoporti, che in passato rappresentava un valido interlocutore per le Istituzioni e per il mondo dello shipping, ed oggi costituisce un soggetto fantasma in un settore che avrebbe bisogno di ben altri strumenti e ben altri ruoli per rilanciarsi … La necessità oggi è quella più che mai di rafforzare la direzione generale dei porti al Mit, liberare i presidenti da quel cappio costituito da inutili norme che ne frenano l’azione, rallentando lo sviluppo economico e finanziario delle aree portuali e rafforzare il ruolo dell’autorità marittima nella gestione della sicurezza nell’ambito della navigazione evitando inutili sovrapposizioni di competenza che spesso finiscono per indebolire entrambe le parti o per colpire la più debole”.

Nonostante il lamentato “cappio”, Monti ha comunque rivendicato il merito della conferma da parte del CIPE dei 39 milioni di euro a favore dei porti della Sicilia Occidentale. Un finanziamento che si somma a quelli per i lavori di dragaggio e di infrastrutturazione nei porti di Palermo e Termini Imerese e per il bacino di carenaggio di Palermo. “Lo stanziamento prevede la messa in sicurezza del bacino di carenaggio e la demolizione del pennello che interferisce con l’ingresso/uscita delle navi al bacino da 150 mila TPL, e completa i lavori di finitura con la realizzazione di una nuova strada esterna a servizio del Molo Nord e di un piazzale adibito a lavorazioni nell’area limitrofa”.

Polemiche anche fra Abruzzo e Lazio. Federagenti, la federazione degli agenti marittimi, ritiene assurda l’idea che i porti abruzzesi di Pescara e in particolare Ortona debbano essere ‘staccati’ dalle competenze dell’Autorità di Sistema Portuale che fa capo ad Ancona, per essere ‘spostati’ sotto l’Autorità di Civitavecchia. La motivazione sarebbe l’attivazione di un nuovo Corridoio europeo sull’asse di traffico Barcellona – Civitavecchia – Ortona – Ploče, in Croazia, ma in assenza – stando a Federagenti – di collegamenti efficienti fra Tirreno e Adriatico.

Chiudiamo con la convocazione da parte del Direttore Generale del Ministero dei Trasporti, Mauro Coletta, di Confitarma e Assarmatori per discutere del Registro Internazionale. Nel darne notizia, le due associazioni ricordano come la defiscalizzazione e lo sgravio dei contributi per i marittimi, concesse nel 1998 agli armatori, fosse a fronte dell’impegno da parte loro ad imbarcare marittimi italiani, oggi comunitari. Non sarebbe andata così e i marittimi extracomunitari abbonderebbero sulle nostre navi. Della questione questo giornale si è già occupato nel dettaglio (nella sezione Blue Economy). Può apparire singolare che un’associazione di armatori spari a zero sugli armatori, ma in realtà non è che l’ennesimo episodio dell’annosa guerra commerciale fra Gruppi armatoriali italiani (e non solo).

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