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Regionali Campania. Un’occhiata ai risultati

by Lucia Severino
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Dopo aver parlato dei risultati del referendum (https://www.genteeterritorio.it/referendum/) e delle regionali a livello nazionale (https://www.genteeterritorio.it/regionali-unaltra-storia/ ), proviamo a vedere cosa è successo in Campania. De Luca ha stravinto (69,48%). Caldoro ha straperso (18,06%). La Ciarambino è andata male ma non tanto quanto si poteva pensare (9,93%).

Tutto per via del Covid? Certo è stato determinate, ma non giustifica da solo un tale cappotto. Se è vero che non è tanto merito di De Luca che da noi l’emergenza sia andata meno peggio che altrove, è anche vero che lui è stato sul pezzo. La gente lo ha sentito vicino. Avrà pure fatto la parte dello sceriffo col lanciafiamme, però c’era. I suoi competitors invece dov’erano? Poi va detto che una cosa è ricandidare il Governatore uscente, è quasi scontato, e tutt’altra è riproporre all’ultimo momento i perdenti delle elezioni precedenti. I quali, bisogna aggiungere, non erano graditi ai loro stessi schieramenti e in cinque anni di opposizione non è che abbiano fatto granché. Infine, ha pesato la congiuntura nazionale. Con la Lega che non ha sfondato, Forza Italia agli sgoccioli e il M5Stelle in crisi esistenziale.

Guardiamo i risultati delle liste.

Al Centrosinistra sono andati 32 consiglieri oltre a De Luca. Solo due più di cinque anni fa quando scattò il premio di maggioranza. Nel PD, che quasi dimezza i suoi consiglieri anche a vantaggio delle liste direttamente riconducibili a De Luca, risalta l’exploit di Mario Casillo con circa 42mila preferenze. Sarà difficile tenerlo fuori dai giochi che contano. Anche Francesco Borrelli di Europa Verde ha avuto un eccellente risultato con 16mila voti che premiano il suo costante impegno a Napoli. Italia Viva, penalizzata in giro per l’Italia, è andata invece meglio dalle nostre parti. Tanto da far dire a Gennaro Migliore che “in Campania abbiamo fatto un miracolo”.

Al Centrodestra sono andati 10 consiglieri, oltre a Caldoro. 4 a FdI, 3 alla Lega, 2 a Forza Italia e 1 all’Udc. Nella debacle generale FdI ha raddoppiato i suoi eletti e a Napoli non è mancato molto che ce la facesse anche Carmela Rescigno, prima tra le donne del suo partito. La Lega rappresenta una new entry, ma non sono voti leghisti. Sono voti di Forza Italia. O meglio, sono voti personali di esponenti politici passati da FI alla Lega.

E qui si apre la questione Forza Italia che merita una riflessione. La merita perché la gestione del partito negli ultimi anni è stata una concausa importante della batosta elettorale e, se non si corre ai ripari, potrebbe portare al suo azzeramento. Il che non è un bene per nessuno, perché porterebbe alla radicalizzazione del Centrodestra. E’ il momento di aprire un dibattito vero per definire una linea politica chiara e nuovi equilibri. Aldilà delle recenti polemiche. Fulvio Martusciello ha comunque ottenuto l’elezione della sua Anna Rita Patriarca, ponendo una seria ipoteca sul futuro del partito.

 

Al M5Stelle sono andati 7 consiglieri, quanti ne aveva prima, nonostante il crollo dei consensi. Potenza del meccanismo elettorale. Un crollo per la verità meno drammatico che in altre regioni. Vedremo se i magnifici 7 vorranno fare veramente politica o limitarsi a gridare alla luna.

Fra le liste che non hanno ottenuto consiglieri c’è Terra, nella quale sono confluite diverse anime variamente riconducibili a De Magistris, alla sinistra e al mondo dell’ambientalismo. Un esperimento degno di nota. Salvatore Pace, candidato in quota DeMa, ritiene che sia stata molto sentita “la necessità di stabilità anche a prescindere dai contenuti”.

E adesso? Adesso si parte con le comunali a Napoli. Sono già partiti. Con De Luca che vuole distribuire le carte, Roberto Fico che rilascia dichiarazioni sulle possibili alleanze e gli aspiranti candidati che scaldano i motori e fanno conti su conti.