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Come funziona l’Arpac. 5 – Le attività tecniche

by Lucia Severino

Siamo finalmente arrivati al cuore del nostro approfondimento sul funzionamento dell’Agenzia regionale per l’ambiente in Campania, svolto sulla scorta della relazione del direttore generale Stefano Sorvino. Ossia alla questione che più interessa i cittadini campani: cosa fa concretamente l’Arpac sul piano tecnico-operativo per proteggere l’ambiente nel quale viviamo.

L’Agenzia è dotata di una Direzione tecnica e di cinque Dipartimenti provinciali che rappresentano il front office dell’Agenzia sul territorio. Approcci, metodiche e protocolli di intervento vengono uniformati attraverso l’integrazione interdipartimentale delle diverse esperienze e strutture (aree ispettivo-territoriali e analitico-laboratoristiche). I programmi delle attività, adottati in linea con gli indirizzi regionali e nazionali, mirano all’intensificazione dei controlli ambientali.

Il primo ambito di attività è quello relativo alla gestione delle reti di monitoraggio. Parliamo di 6 reti per la sorveglianza delle matrici ambientali (acqua ed aria) con 52 centraline e 5 laboratori mobili. 157 stazioni di monitoraggio per le acque superficiali e 220 per le acque sotterranee. Il monitoraggio delle acque di balneazione, che avviene sistematicamente da aprile ad ottobre di ogni anno, rappresenta poi un punto di forza del lavoro dell’Arpac. 450 km di costa monitorata, 328 punti di prelievo con circa 100 stazioni per le acque marino-costiere e 200 per la Marine Strategy. L’Unità Operativa Mare (guardate il nostro video girato a dicembre dell’anno scorso: https://www.genteeterritorio.it/lunita-operativa-mare-dellarpac-al-lavoro/) gestisce una specifica flotta che ogni anno effettua circa 20.000 campionamenti, con 300.000 parametri analizzati e circa 6 milioni di misure in automatico. I relativi dati vengono diffusi in tempo reale sul sito dell’Agenzia e attraverso un’apposita App per smartphone.

Ma, più in generale, i servizi di informazione comprendono una molteplicità di dati. Dagli indici qualità aria ai bollettini meteo-ambientali giornalieri e via dicendo. Se soffrite di allergia vi può tornare utile l’App per la consultazione dei dati sulla diffusione pollinica.

Altro ambito di intervento è quello definito “vigilanza e controllo ambientale del territorio”. Circa 6.000 ispezioni complessive, 26.000 campioni prelevati e 1.000 misure. Oltre 100 controlli sulle cosiddette “ecoballe”. Tantissimi quelli effettuati nella “Terra dei Fuochi”: oltre 4,5milioni di metri quadrati di superfici agricole indagate, con più di 1.000 sopralluoghi e 650 campioni di terreno analizzati. Circa 30 ettari sono stati interdetti alla coltivazione (Giugliano, Villa Literno e Caivano). Infine, oltre 300 interventi in emergenza, anche a seguito dei frequenti incendi di impianti di rifiuti e stabilimenti produttivi, per verificarne le conseguenze sull’ambiente circostante.

Un lavoraccio per i laboratori dell’Arpac. Infatti, in circa un triennio sono stati verificati quasi 90.000 campioni. Per il 30% matrici ambientali e per il restante 70% alimenti, fitofarmaci, amianto, radioattività, legionella, tossicologia industriale, OGM. In particolare, il laboratorio biomonitoraggio del Dipartimento di Caserta è a tutt’oggi l’unico accreditato per specifici metodi di prova. Il laboratorio per la ricerca della legionella su matrici ambientali, del Dipartimento di Salerno, è un centro di assoluta eccellenza. Il Centro regionale radioattività (CRR), dello stesso dipartimento, collabora alla sorveglianza sulla dismissione della centrale nucleare del Garigliano e si occupa della radioattività naturale da gas radon.

Di particolare rilievo il ruolo dell’Arpac in relazione alla bonifica dei siti contaminati. Napoli Orientale e Bagnoli-Coroglio. Quindi Litorale Domizio-Flegreo ed Agro Aversano, Litorale Vesuviano, Bacino del fiume Sarno, Pianura. Oltre ai numerosi siti di piccole dimensioni disseminati su tutto il territorio regionale. Solo nel 2019, il laboratorio specializzato di Agnano ha analizzato 529 campioni di terre e rocce da scavo e 530 di acque sotterranee.

Altrettanto importante il lavoro svolto per consentire il dragaggio dei fondali dei porti di Napoli e Salerno.  Due interventi indispensabili per lo sviluppo dei nostri scali marittimi che svolgono una funzione trainante per l’intera economia regionale e non solo.

E ancora. Le linee guida predisposte dall’Agenzia per la regolamentazione tecnica di svariate azioni ambientali. La “Carta della Natura” della Campania nell’ambito di un progetto nazionale ISPRA. L’aggiornamento dei dati relativi al consumo di suolo nell’ambito del progetto europeo “Corine land cover”. Il laboratorio per il controllo delle emissioni odorigene, già finanziato dalla Regione, che sarà ubicato presso il Dipartimento di Caserta entro dicembre. 4.000 rapporti tecnici e pareri riguardanti le più svariate procedure. Sapete bene quanta burocrazia ci sia nel nostro Paese.

Da ultimo, l’emergenza Covid-19. Oltre alle attività di monitoraggio straordinario  nella fase strettamente emergenziale, irripetibili per il confronto con le serie precedenti e successive, l’Arpac ha aderito al progetto Pulvirus (ISS/SNPA/ENEA) per lo studio delle eventuali interazioni tra polveri sottili e virus.

Puntate precedenti: https://www.genteeterritorio.it/arpac-sorvino/https://www.genteeterritorio.it/arpac-conti/https://www.genteeterritorio.it/come-funziona-larpac-3-il-personale/https://www.genteeterritorio.it/arpac-multiservizi/

 

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